Le cose da sapere prima di usarlo
- Il campo Prezzo di confronto mostra il prezzo originale, mentre il campo prezzo mostra il valore effettivo pagato dal cliente.
- La resa visiva dipende dal tema: badge, percentuali e prezzo barrato non sono identici in tutti gli store.
- Se le varianti non sono coerenti, la promozione può comparire sulla pagina prodotto ma non nella collezione.
- Le app di confronto prodotti risolvono un problema diverso: aiutano a scegliere tra prodotti, non solo a mostrare un ribasso.
- La funzione nativa basta per i saldi; aggiungi strumenti esterni solo se hai un’esigenza reale di confronto o di pricing dinamico.
Che cos'è il prezzo di confronto in Shopify
In pratica, il campo Prezzo di confronto è il prezzo originale, mentre il campo Prezzo è quello che il cliente paga. Nel Centro assistenza Shopify è chiarito che il valore di confronto deve essere superiore al prezzo di vendita; altrimenti il sistema non lo interpreta come promozione. Un dettaglio che molti sottovalutano: la resa visiva dipende dal tema e al checkout si vede solo il prezzo promozionale.
Io lo tratto meno come un trucco grafico e più come una leva di merchandising. Funziona bene quando il cliente deve capire al volo perché quel prodotto oggi costa meno, ma perde efficacia se il negozio sembra sempre in sconto. Per questo la coerenza del catalogo conta quasi quanto il ribasso stesso.
Da non confondere con gli sconti automatici o con i codici promozionali: lì la logica passa dal motore sconti, mentre qui il confronto è già dentro la scheda prodotto. A questo punto il vero tema diventa come impostarlo bene, soprattutto se lavori con varianti o promozioni a tempo.

Come impostarlo senza creare ambiguità
La configurazione base richiede pochi passaggi, ma io controllo sempre due volte i valori perché l'errore più banale è anche quello che rompe la visualizzazione.
- Vai in Prodotti e apri il prodotto da modificare.
- Nel blocco Prezzi, apri Prezzo di confronto e inserisci il prezzo originale.
- Nel campo Prezzo inserisci il prezzo scontato.
- Salva e verifica la pagina prodotto sul tema attivo.
Se il prodotto ha varianti, ripeti il controllo per ciascuna variante oppure usa la modifica in blocco quando il listino è coerente. Per un esempio concreto: una felpa a 79 euro che prima costava 99 euro comunica bene lo sconto, mentre una differenza minima di 2 o 3 euro spesso non giustifica il prezzo barrato.
Qui la regola pratica è semplice: il ribasso deve sembrare credibile, non solo visibile. Una promozione chiara prepara il terreno alla domanda successiva, cioè quando questa leva conviene davvero e quando invece è meglio lasciarla perdere.
Quando conviene usarlo e quando no
Lo userei quando
- stai facendo saldi di fine stagione, lancio o liquidazione;
- vuoi mostrare un vantaggio immediato senza far passare il cliente da un codice sconto;
- hai un catalogo non troppo complesso e il prezzo barrato basta a spiegare l'offerta;
- vuoi testare la sensibilità del pubblico a un nuovo prezzo senza cambiare la struttura del prodotto.
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Lo eviterei quando
- il tuo negozio è premium e il ribasso continuo indebolisce il posizionamento;
- il margine è stretto e ogni sconto riduce troppo la redditività;
- hai varianti numerose con prezzi diversi e il cliente rischia di vedere messaggi incoerenti;
- stai vendendo prodotti tecnici e il cliente ha bisogno di un confronto più strutturato di una semplice etichetta di sconto.
Io lo considero un ottimo strumento per l'urgenza commerciale, ma non per compensare un'offerta poco chiara. Quando la proposta di valore è debole, il prezzo barrato vende poco e abitua solo il pubblico ad aspettare lo sconto. Da qui discende il problema opposto: cosa succede quando il tema o i dati non sono allineati.
Gli errori che fanno sparire lo sconto
Tre problemi ricorrenti fanno sparire la promozione o la rendono poco leggibile. Il primo è banale: Prezzo di confronto uguale o inferiore al prezzo di vendita, quindi nessun effetto visivo. Il secondo è più subdolo: varianti incoerenti, per cui una pagina prodotto mostra lo sconto ma la collezione no. Nel Centro assistenza Shopify viene spiegato che, se le varianti non sono coerenti, la pagina di collezione può non mostrare il prodotto come promosso anche quando la singola variante lo è.
Il terzo problema riguarda il tema: alcuni temi mostrano badge, percentuali e prezzo barrato in modo molto chiaro, altri lo rendono quasi invisibile. Io guardo sempre la resa mobile, perché lì il rischio di confusione è più alto. E se lavori con prezzi fissi o mercati internazionali, fai attenzione anche alle sovrascritture: i listini fissati a livello di mercato possono prevalere sui valori impostati nella scheda prodotto.
Se vuoi evitare perdite di tempo, controlla questa sequenza: coerenza delle varianti, resa del tema, test su pagina prodotto, test su collezione, test mobile. Solo dopo ha senso parlare di strumenti più avanzati, perché spesso non serve aggiungere complessità: serve ripulire la base. Questo porta al confronto utile tra la funzione nativa e gli strumenti esterni.
Confrontare prezzi non vuol dire la stessa cosa in ogni caso
Nella pratica, "confrontare i prezzi" può voler dire almeno quattro cose diverse. La distinzione conta, perché molti negozi pagano per una soluzione troppo complessa quando in realtà avevano bisogno solo di un prezzo barrato ben gestito.
| Strumento | Cosa risolve | Costo tipico | Quando ha senso | Limite principale |
|---|---|---|---|---|
| Prezzo di confronto nativo | Mostra il prezzo originale accanto a quello scontato | Incluso nel negozio | Saldi, stagionalità, liquidazioni | Non confronta prodotti diversi |
| Sconti automatici o codici | Applica il ribasso al checkout | Di solito incluso; a volte serve un'app per la resa in vetrina | Campagne, coupon, promozioni temporanee | Meno visibile nella scheda prodotto |
| App di confronto prodotti | Tabella side-by-side con varianti e attributi | Spesso free plan o circa 5,99-9,99 $/mese | Cataloghi tecnici o ad alta scelta | Richiede dati ordinati e manutenzione |
| App di price tracking | Monitora competitor e movimenti di prezzo | Da gratis fino a circa 14,99 $/mese | Pricing dinamico e analisi concorrenziale | Non sostituisce la UX di confronto in pagina |
Nell'App Store Shopify la categoria Product comparison conta 199 app, e molte offrono free plan o free trial. Io uso questo dato come segnale, non come invito a installarne una a caso: un'app va scelta solo se risolve un problema reale del catalogo. Un buon filtro è il badge Built for Shopify, utile per ridurre il rischio di integrazioni fragili o lente.
La vera differenza, quindi, non è tra "gratis" e "pagato", ma tra promozione e aiuto decisionale. Se il cliente deve capire se un prodotto è in saldo, basta la funzione nativa; se deve scegliere tra modelli, varianti o specifiche, serve un livello di confronto diverso. Da qui nasce anche la domanda più concreta: quanto ti costa davvero farlo bene.
Dove si nasconde il costo vero
Il prezzo di confronto in sé non aggiunge un costo tecnico rilevante. La spesa arriva quando vuoi estendere la logica con app, personalizzazioni del tema o gestione delle varianti su larga scala. Per molti negozi piccoli, una configurazione nativa ben fatta costa zero in più; per un catalogo medio, un'app leggera resta spesso nell'ordine di pochi dollari al mese; per esigenze più complesse il costo cresce soprattutto sul lato setup e manutenzione.
Qui il consiglio è pragmatico: se stai già investendo in Shopify come servizio, separa il costo della piattaforma dal costo della tattica commerciale. Shopify pubblica prezzi locali e commissioni che dipendono dal Paese e dal ciclo di fatturazione, quindi non ha senso usare il solo abbonamento come unico criterio di scelta. Molto più utile capire se il tuo problema è vendere con uno sconto chiaro, oppure aiutare il cliente a confrontare alternative prima del checkout.
Io ragiono così: se il ribasso è occasionale, la funzione nativa basta; se il catalogo è comparativo per natura, l'investimento in una tabella o in un'app dedicata si ripaga nella qualità delle decisioni del cliente. E in un e-commerce serio, questa differenza pesa più di qualche euro di canone mensile.
La scelta più utile per un negozio italiano
Per un negozio italiano, la soluzione più solida resta quasi sempre la più semplice: usa il prezzo di confronto quando devi mostrare un ribasso credibile, mantieni coerenti le varianti e verifica che tema e collezioni lo rendano in modo leggibile. Se invece vendi prodotti che richiedono confronto tecnico, non forzare il prezzo barrato a fare il lavoro di una tabella comparativa.
La mia regola pratica è questa: prima ordine dei prezzi, poi ordine dell'informazione. Il primo aumenta la percezione del valore, il secondo riduce l'attrito nella scelta. Quando le due cose sono allineate, il confronto prezzi smette di essere un dettaglio visivo e diventa una leva commerciale concreta.